L’anima
Nello specifico, perché noi uomini non ci accontentiamo dell’esperienza limitata che facciamo nel mondo nostro terreno, cercando di ottenerne una perfetta ed immutabile grazie alle idee che prendiamo in prestito dall’iperuranio?
Secondo Platone, è l’idea del Bene a spingerci a fare ciò.
Aggiunge poi che l’uomo è un essere diviso a metà tra anima e corpo: la prima ascolta il bene e quindi tende alla progressione da sensibile a sovrasensibile, il secondo invece tende ad accontentarsi dell’esperienza limitata del mondo sensibile. Possiamo quindi dire che l’anima è prigioniera del corpo da cui deve costantemente purificarsi attraverso la conoscenza.
Di tipi di anime Platone ne individua tre (tutte tendono al Bene):
- anima razionale (prevale negli uomini saggi dediti alla conoscenza);
- anima irascibile (prevale negli uomini guerrieri dediti al coraggio);
- anima concupiscibile (prevale negli uomini comuni dediti al piacere dei sensi).
In questi tre tipi di anime sono più o meno presenti
passione e ragione. Platone non rinnega nessuna delle due, ma difende comunque
la superiorità della ragione sulla passione, dato che è più la prima che deve
ricondurre la seconda nella giusta direzione e non viceversa.
L’amore
Se il Bene era il motivo che ci faceva elevare del
sensibile al sovrasensibile, l’amore è la forza che ci fa elevare dal sensibile
alla Bellezza idea ed eterna (è una parte del sovrasensibile).
La virtù
La virtù consiste nell’equilibrio tra i tre tipi di anima elencati prima (razionale, irascibile e concupiscibile) che convivono in ognuno di noi.

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