Aristotele

L'importanza di Aristotele e la sua vocazione scientifica

Aristotele è uno dei massimi pensatori di tutti i tempi:

- ha ridefinito il ruolo della conoscenza filosofica, identificandola con la conoscenza disinteressata della realtà in tutti i suoi multiformi aspetti;

- ha realizzato la prima formulazione delle leggi della logica e dato impulso alla ricerca in campo biologico.

Alla sua profonda e meticolosa indagine filosofica, deve essere attribuita l'elaborazione di gran parte del lessico e delle categorie fondamentali del pensiero occidentale.


Il contesto culturale e politico e la nuova concezione della filosofia

Il filosofo vive nell'epoca della crisi della città greche, che perdono progressivamente la loro forza e autonomia e vengono di fatto sottomesse all'egemonia della Macedonia.

La polis è ormai in declino.

Inoltre Aristotele non era ateniese, per cui non poteva aspirare a fare carriera politica ad Atene.

La sua ricerca si focalizza sulla conoscenza disinteressata della realtà e il compito assegnato alla filosofia muta: diventa quello di comprendere e descrivere l'unico mondo reale in cui l'uomo vive.


Il liceo

Dopo la morte di Platone, Aristotele, forse per l'insofferenza verso coloro che erano succeduti a lui alla guida dell'Accademia, la abbandonò e studiò biologia Marina insieme a Teofrasto.

Nel 335 a.C. fondò una nuova scuola: il liceo.

Questa situazione divenne ben presto superiore all’Accademia come centro di ricerche sistematiche, veniva anche definita “Peripato”, perché i suoi membri, chiamati peripatetici, discutevano passeggiando nei giardini intorno all'edificio

Il liceo disponeva di materiale didattico decisamente più cospicuo dell'Accademia.

Il liceo aristotelico, non aveva intenti religiosi o politici.

Il fulcro dell'attività della scuola era costituito dall'insegnamento ed alla ricerca, in particolare l'indagine scientifica di carattere settoriale e specialistico, basata sull'osservazione attenta e minuziosa della natura sulle analisi dei dati e sulla loro catalogazione.

Non veniva trascurata la ricerca storica.


L'attività didattica del liceo

Egli dedicava le lezioni del mattino a un pubblico selezionato di allievi, con cui affrontava la fisica e la filosofia, mentre nel pomeriggio faceva lezione di retorica etica e politica a un pubblico più vasto e meno specializzato.

Le lezioni miravano a insegnare la modalità più corretta per trattare lo specifico argomento di discussione, infatti secondo Aristotele, non esiste un metodo universale valido per tutti i settori di ricerca: ogni singola scienza si caratterizza oltre che per i suoi contenuti, anche per uno specifico metodo d'indagine.

La matematica che ha per oggetto la quantità, usa i numeri e le proporzioni tra le parti e segue il metodo dimostrativo, mentre le discipline pratiche, come l'etica e la politica, hanno per oggetto il comportamento umano e devono ispirarsi ad altre regole di carattere qualitativo, che conducono a verità provvisorie e non valide sempre e ovunque. Esse infatti non aspirano al rigore e all’universalità, che sono proprie delle scienze teoriche.


Le opere giovanili

Nella prima fase della sua ricerca Aristotele redasse per un pubblico di lettori specialistico alcuni testi, scritti in forma dialogica, che vengono definiti "essoterici" perché destinati al pubblico.

Dedicava l'intera prima sezione a dimostrare l'obbiettivo della filosofia: interrogarsi sul perché del mondo e dell’esistenza delle cose.

Il Protrettico conteneva un invito a dedicarsi alla filosofia, cioè alla vita contemplativa, considerata il fine supremo dell'uomo e il fondamento della vita pratica.

L'Eudemo è un dialogo che voleva dimostrare, alla maniera di Platone, che la vera "patria" dell'uomo non è in questo mondo, reso impuro dal divenire e dai sensi, ma nell'altro, dove si può contemplare l'essere nella sua pienezza e purezza.


Le opere della maturità

- saggi destinati a un uso interno della scuola, e pertanto denominati "esoterici", che presentano la forma tipica della comunicazione didattica, asciutta, sintetica e condensata, con frequenti ripetizioni e digressioni;

- rivolti a un pubblico ristretto, che li adoperava come completamento e integrazione della spiegazione diretta del maestro.

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